Azzardo e fragilità nascoste: Caritas Roma  e lo sportello a Termini

L’azzardo è una fragilità silenziosa, una sofferenza profonda che spesso resta confinata tra le mura domestiche. Emerge quasi sempre troppo tardi, quando la situazione economica o familiare è ormai diventata insostenibile. Si tratta di un fenomeno che non colpisce mai solo chi lo pratica in prima persona, ma finisce per travolgere intere famiglie, minandone la dignità, la fiducia e le relazioni.

Per rispondere a questo fenomeno sempre più diffuso (e spesso invisibile), la Caritas diocesana di Roma, in collaborazione con la Fondazione Salus Populi Romani, ha attivato a partire dal mese di marzo un nuovo servizio di ascolto “Azzardo” all'interno del centro d'ascolto diocesano in via porta S. Lorenzo 7.

Lo sportello è strutturato per offrire tre pilastri fondamentali di intervento: accoglienza e ascolto: un primo passo cruciale per raccontare la propria storia e trovare supporto umano; orientamento ai servizi: un aiuto concreto per orientarsi tra i servizi sociosanitari e i percorsi di cura più adeguati sul territorio; supporto ai familiari: uno spazio dedicato a chi vive accanto a chi soffre di questa dipendenza. Tutto questo avviene potenziando il lavoro di rete, ovvero operando in stretta sinergia con le parrocchie e le realtà locali affinché nessuno venga lasciato solo.

Il servizio conta su un'équipe solida, composta da un coordinatore, due operatori sociali dedicati all'ascolto e all'accompagnamento, e circa dieci volontari. il percorso di aiuto è strutturato in modo rigoroso e personalizzato, passo dopo passo.

Il responsabile del servizio Simone Cocciante ci ha raccontato che ogni richiesta o segnalazione viene discussa in équipe. Successivamente, la persona viene ricontattata per un appuntamento. Durante il primo incontro si raccoglie la storia e si concordano le prime attività da svolgere insieme. Se necessario, in questa fase iniziale possono esserci più colloqui, anche con la partecipazione dell'assistente sociale del centro d'ascolto diocesano. La prima azione concordata è il contatto con un servizio di cura per le dipendenze. Gli operatori aiutano la persona a interfacciarsi con le strutture di cura (pubbliche o private convenzionate) e la accompagnano fisicamente ai primi incontri. In seguito, viene fissato un incontro congiunto con il servizio legale della Caritas (NALC) per valutare la situazione legale e debitoria della persona. Attraverso il NALC, viene interpellata la Fondazione Salus Populi Romani per capire se sia praticabile un intervento specifico relativo al sovraindebitamento.

Come afferma Simone Cocciante, “Il percorso mira a coinvolgere la rete più ampia e solida possibile intorno alla persona. Vengono attivati, se serve, i servizi sociali del Comune, i familiari e gli amici. In alcuni casi, un amico o un familiare può offrirsi di gestire temporaneamente le entrate economiche dell'utente, in attesa che venga eventualmente nominato un amministratore di sostegno. In tutto questo percorso, la persona viene costantemente accompagnata attraverso contatti telefonici, e-mail, colloqui e incontri di rete, e così ha la possibilità di sperimentare di non essere più sola a dover affrontare questi enormi problemi e riacquista fiducia in sé stessa, iniziando a poter fare cose positive per sé, senza dover ricorrere invariabilmente ai comportamenti compulsivi”.

Per maggiori informazioni e per sapere come accedere al servizio, vi invitiamo a consultare il sito di Caritas Roma (https://www.caritasroma.it/).

Vince chi smette è un’iniziativa
di Caritas Italiana e FICT

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