GAP: nel 2025 cresce la domanda di cura e si rafforza la risposta della rete FICT

L’azzardo patologico è oggi una delle principali sfide per la rete dei servizi della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT) ETS. I dati dell’Osservatorio Raccolta Dati FICT 2025 evidenziano un progressivo aumento della domanda di cura, confermando la necessità di rafforzare servizi specialistici capaci di accompagnare le persone lungo percorsi terapeutici integrati.Elisabetta Piccioni, Ufficio stampa e comunicazione di FICT, afferma

I dati dell’Osservatorio Raccolta Dati FICT 2025 delineano un quadro chiaro. Il Gioco d’Azzardo patologico è oggi una domanda di cura in costante aumento, che interessa prevalentemente uomini adulti, coinvolge sempre più persone anziane e si accompagna frequentemente a fragilità psicologiche, relazionali, economiche e familiari

Nel 2025 la rete FICT ha operato lungo l’intero percorso della presa in carico: dalla prevenzione alla cura, fino al sostegno delle famiglie. Sono state 10.155 le persone prese in carico nei servizi, alle quali si aggiungono 1.053 familiari coinvolti in specifici percorsi di accompagnamento e supporto e 83.540 persone raggiunte attraverso attività di prevenzione e interventi territoriali, realizzati prevalentemente nelle scuole e nei contesti educativi.

Tra le 10.155 persone prese in carico, 6.766 sono state seguite nell'area delle dipendenze. In questo ambito, L’azzardo patologico si conferma uno dei fenomeni più rilevanti e in più rapida espansione: nel 2025 sono stati 737 gli utenti accompagnati nei servizi FICT, pari all'11% dell'utenza dell'area dipendenze.

La risposta della FICT all’azzardo patologico si fonda su una rete diffusa sul territorio nazionale. Nel 2025 sono 15 gli enti federati impegnati in questa area, che gestiscono complessivamente 24 servizi specialistici, così articolati:

  • 2 servizi residenziali;
  • 2 servizi semiresidenziali;
  • 9 gruppi dedicati ai familiari;
  • 4 servizi di consulenza finanziaria;
  • 7 sportelli di ascolto, consulenza e orientamento.

Si tratta di un’offerta che esprime il modello di intervento della FICT: non solo trattamento della dipendenza, ma anche prevenzione, accoglienza, accompagnamento e sostegno alla persona e alla sua famiglia. Un approccio integrato che tiene insieme gli aspetti sanitari, psicologici, educativi, relazionali e sociali del disturbo.

L’andamento dell’utenza nel periodo 2017-2025 evidenzia un cambiamento ormai consolidato.

Dopo una fase di sostanziale stabilità tra il 2017 e il 2021 e una flessione registrata nel 2022, probabilmente riconducibile agli effetti della pandemia sull’accesso ai servizi, dal 2023 la domanda di cura aumenta in modo deciso.

Gli utenti passano da 329 nel 2023 a 551 nel 2024, fino a raggiungere 737 nel 2025, con un incremento del 34% rispetto all’anno precedente e del 124% rispetto al 2023.

Parallelamente cresce anche l’attività dei servizi: i contatti passano da 377 nel 2023 a 933 nel 2025 (+147%), mentre gli inserimenti aumentano da 329 a 737 (+124%). Un dato che evidenzia non solo l’aumento della domanda, ma anche una maggiore capacità della rete FICT di intercettare il bisogno e accompagnare le persone verso percorsi di cura.

Un ulteriore elemento conferma l’importanza crescente di questo fenomeno: se nel 2022 gli utenti con il problema dell’Azzardo patologico rappresentavano poco più del 5% dell’utenza dell’area dipendenze della FICT, nel 2025 raggiungono l’11%, segno che questa forma di dipendenza sta assumendo un peso sempre più rilevante all’interno della rete dei servizi.

Nel 2025 il profilo dell’utenza conferma una netta prevalenza maschile.

Su 737 utenti, 639 sono uomini (87%) e 98 sono donne (13%).

Rispetto al 2024 gli uomini aumentano del 44%, mentre la componente femminile registra una riduzione sia in termini assoluti sia percentuali, passando da 117 a 98 utenti.

La marcata prevalenza maschile non esclude però la presenza di un bisogno di cura femminile meno visibile. Le donne potrebbero accedere ai servizi con maggiore difficoltà, anche per effetto dello stigma sociale e familiare che ancora accompagna il disturbo da GAP. Il disagio rimane spesso nascosto, vissuto con un forte senso di vergogna e con una limitata percezione della gravità del problema, rendendo più difficile e tardiva la richiesta di aiuto. È quindi possibile che una parte del disagio rimanga sommersa o emerga solo quando la situazione è ormai particolarmente compromessa.

Per la rete FICT questo rappresenta una sfida importante: rafforzare la capacità di intercettazione precoce, di accoglienza, accompagnamento e presa in carico, sviluppando percorsi sempre più accessibili e sensibili alle specificità di genere. Un impegno che coinvolge non solo la cura della dipendenza, ma anche il sostegno alle relazioni familiari e la ricostruzione del progetto di vita della persona.

Questa lettura è coerente con il quadro nazionale, che conferma una presenza femminile ancora minoritaria nei servizi dedicati al trattamento del Disturbo da GAP, pur a fronte di un bisogno di cura che potrebbe essere più ampio di quanto emerga dai dati di accesso.

L’età degli utenti mostra un progressivo spostamento verso le fasce più adulte.

Nel 2025 la distribuzione è la seguente:

  • 40-59 anni: 337 utenti (46%);
  • 19-39 anni: 224 utenti (30%);
  • oltre 60 anni: 175 utenti (24%);
  • minori: 1 caso.

Particolarmente significativo è l’incremento della popolazione anziana, cresciuta del 122% rispetto al 2024. Il dato suggerisce come il Disturbo da Azzardo patologico coinvolga sempre più persone che vivono condizioni di isolamento sociale, pensionamento o fragilità economica. Rimane tuttavia rilevante anche la presenza dei giovani adulti, fascia nella quale l’azzardo può compromettere precocemente percorsi lavorativi, relazionali e familiari. Si tratta quindi di un fenomeno che interessa diverse fasi della vita e richiede interventi differenziati e personalizzati.

Tra gli aspetti più rilevanti emersi dall’Osservatorio vi è la stretta relazione tra azzardo e disagio psichico.

Nel 2025 320 utenti su 737 (43%) seguono una terapia farmacologica psichiatrica durante il percorso di cura.

La distribuzione riguarda:

  • 122 persone tra i 19 e i 39 anni;
  • 104 tra i 40 e i 60 anni;
  • 94 oltre i 60 anni.

Rispetto all’anno precedente la crescita è particolarmente marcata tra i giovani adulti e gli anziani.

Questi dati confermano che il GAP raramente si presenta come un problema isolato. Ansia, depressione e altre forme di sofferenza psicologica rendono sempre più necessario un approccio multidisciplinare, nel quale la presa in carico della dipendenza si integri con il supporto psicologico, psichiatrico e sociale. È proprio in questa direzione che operano i servizi FICT, costruendo percorsi personalizzati che accompagnano la persona nel recupero del proprio equilibrio e delle proprie relazioni.

Anche la situazione occupazionale restituisce un quadro complesso.

Nel 2025 risultano:

  • 364 occupati (49%);
  • 146 pensionati (20%);
  • 84 disoccupati (11%);
  • 62 persone in cerca di occupazione (8%);
  • 81 casi con dato non rilevato (11%).

Nel complesso, circa quattro utenti su dieci si trovano fuori dal circuito produttivo.

La perdita del lavoro, la precarietà economica o il pensionamento possono rappresentare fattori di vulnerabilità che si intrecciano con il GAP e con le difficoltà generate dall’indebitamento. Per questo i servizi FICT affiancano agli interventi terapeutici anche strumenti di consulenza finanziaria, sostegno sociale e accompagnamento verso una maggiore autonomia.

Il livello di istruzione conferma il carattere trasversale del fenomeno.

Tra gli utenti del 2025 prevalgono:

  • 347 diplomati (47%);
  • 281 persone con licenza media (38%);
  • 48 laureati (7%);
  • 12 con formazione professionale (2%);
  • 49 con titolo non rilevato (7%).

In sintesi, come afferma Elisabetta Piccioni,

Il Disturbo da Gioco d’Azzardo interessa persone con percorsi di vita molto diversi e non può essere ricondotto esclusivamente a condizioni di marginalità sociale. I dati mostrano come la dipendenza possa colpire trasversalmente, pur risultando più frequente tra chi possiede livelli di istruzione medi.

Di fronte a un fenomeno in continua evoluzione, la sfida è rafforzare una rete capace non solo di curare la dipendenza, ma anche di moltiplicare le opportunità di accesso ai servizi, lavorare in rete con i diversi soggetti del territorio, promuovere una maggiore sensibilizzazione sul fenomeno e intercettare precocemente le situazioni di disagio, sostenendo le famiglie e accompagnando le persone nel recupero delle relazioni, dell'autonomia e della qualità della vita. È questo l'impegno che la FICT rinnova ogni giorno attraverso il lavoro dei propri enti federati e dei professionisti che operano nei servizi.

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