
Dimostrare che contro l’isolamento e l'illusione dell’azzardo, la risposta più forte è una comunità capace di incontrarsi e riscoprire il valore del gioco sano. È questo l’obiettivo dell’iniziativa nazionale "La Tenda del Buon Gioco" — promossa da Caritas Italiana all'interno del progetto "Vince chi smette" — che il 31 maggio ha preso vita nelle piazze, sui lungomare e nei sagrati di tantissime città italiane.
Il bilancio della giornata? Un entusiasmo contagioso e una straordinaria varietà di iniziative, uniti da un unico grande filo conduttore: la voglia di stare insieme in modo gratuito e responsabile.
La vera forza dell’iniziativa è stata la creatività con cui ogni territorio ha interpretato il concetto di "buon gioco", trasformando le tende in veri e propri laboratori di relazione. Ve ne raccontiamo alcuni qui di seguito
Tra tradizione e innovazione
I passanti hanno sorriso grazie a una divertentissima "slot machine umana" che distribuiva caramelle. In altre piazze a farla da padrone sono stati i giochi antichi, come la campana, il tiro alla fune, capaci di unire generazioni diverse.
Giochi "ribaltati" e sensoriali
In una tenda i volontari hanno disegnato un gioco dell'oca gigante davvero speciale: vinceva chi riusciva a tornare indietro, una potente metafora del percorso per uscire dalle dipendenze. Oppure la provocazione è passata attraverso l'uso di tovaglie verdi da gioco messe al rovescio e un originale tris fatto con le fiches.
Laboratori creativi
I volontari sono riusciti ad attirare tantissimi giovani con laboratori creativi e il gioco formativo Breaking the rules. Alcune piazze sono diventate così una fiera a cielo aperto, coinvolgendo attivamente tutta la comunità.
La giornata è stata scandita inoltre da intrattenimenti musicali: la sensibilizzazione ha viaggiato a ritmo di musica e annunci flash per informare i passanti sui rischi dell'azzardo online. Sono state allestite anche tovaglie e muri riempiti di messaggi da lasciare sul tema della giornata.
Informazione e ascolto: i dati che scuotono le coscienze
Non è mancato lo spazio per la consapevolezza. Moltissime Caritas hanno arricchito infatti i loro infopoint distribuendo materiali e dati territoriali accurati. In molti casi la condivisione dei dati locali ha provocato un vero e proprio "scuotimento di coscienze” che ha portato le persone a fermarsi nelle tendere e a riflettere. Anche la scelta dei luoghi è stata strategica per accendere i riflettori su città in cui la spesa pro-capite per l'azzardo è più alta.
Alcune tende sono state anche animate dalla presenza di psicologi per ascoltare le richieste d'aiuto ed offrire un supporto concreto
Questa giornata non è un traguardo, ma un forte punto di partenza.
L'entusiasmo vissuto il 31 maggio dimostra che unendo le forze tra Caritas, associazioni locali, scout e cittadini, è possibile costruire una comunità attenta, capace di vedere, accompagnare e prevenire.